Trento e il master del canederlo

 

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Certamente non me l’aspettavo di essere tra i blogger scelti per il master del Canederlo di Trento dello scorso 5/6 Maggio, ospiti dell’’ISTITUTO TUTELA GRAPPA DEL TRENTINO, e, quando con una email mi è stato comunicata la notizia, ho lanciato un urlo di gioia. Ero al lavoro e le mie colleghe mi hanno guardato stranite, io che di solito sono compita ho espresso la felicità con un “ HO VINTO…HO VINTO” ero felicissima.

Arrivata a Trento mi dirigo verso L’Hotel America che ci ospiterà in questa trasferta e incontro finalmente  Alessandro Maurilli , l’organizzatore di questa due giorni trentina, Fabio Campetti,  Gabriella Pizzo e Valentina Rossi, i tre fooblogger dell’associazione che sarebbero stati i compagni di questa avventura.

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Segnana  ci aspetta e finalmente entriamo nel mondo della grappa.

Segnana è la più antica distilleria del Trentino, fu rilevata dai fratelli Lunelli nel 1982 e sorge accanto alle cantine Ferrari.

Qui ci accoglie Mirco Scarabello, che nello spiegarci il processo della grappa, ci dimostra un grande amore per il suo lavoro e il suo entusiasmo ci coinvolge subito.Ed ecco che le vinacce ottenute dopo la spremitura con le quali si ottiene il Ferrari, ancora ricche di aromi e sapori vengono immediatamente utilizzate per creare la grappa. Mirco ci mostra in ogni dettaglio la nascita della grappa davanti a sfavillanti alambicchi che sembrano uscire da una favola.

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Poi ci illustra il metodo Solera, un metodo per l’invecchiamento della grappa. Segnana è la prima distilleria che usa questo sistema, tipico dello Sherry.

E’ un metodo che consiste nel passaggio della grappa da un botte all’altra, botti che sono accatastate una sopra l’altra su cinque livelli, il risultato è una grappa altamente miscelata perché passata da cinque diverse botti .

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Non poteva mancare dopo le spiegazioni, la degustazione della grappa.

Mirco ci fa accomodare in una sala dove c’è una tavola imbandita con postazioni per la degustazione. Ambiente caldo e silenzioso, privo di profumi, in modo che quanto è contenuto nel calice possa esprimersi senza interferenze,

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e qui comincia il primo esame della grappa che è quello visivo, cioè si guarda il liquido se è perfettamente trasparente, poi si passa al colore che sarà  trasparente se la grappa è giovane, o più o meno ambrato se la grappa è invecchiata.

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Si passa poi all’esame olfattivo, la grappa va annusata brevemente, e a seconda della grappa si percepiscono sfumature fruttate, o ancora note speziate.

Ed infine si arriva all’esame del gusto, io a questo punto sono proprio curiosa, perché il profumo è intenso e voglio davvero provare a definire le sfumature di cui parla Mirco.

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Anche se il mio olfatto e le mie papille non sono cosi affinate da sentire tutte le sfumature, questa degustazione mi ha aperto gli occhi sul mondo della grappa, e quando adesso si parla di grappa mi torna in mente Mirco e la sua appassionante spiegazione.

Il giorno seguente ci aspetta il master del canederlo in una fantastica location quale è il palazzo Roccabruna, splendida dimora cinquecentesca nel cuore della città con affreschi e soffitti lignei e una cappella dedicata a S. Gerolamo.

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Palazzo Roccabruna è oggi la sede dell’Enoteca Provinciale del Trentino dove si possono gustare vini, grappe, formaggi, salumi e olio del Garda.

 

Nella cucina ci aspetta Adriano Irranca che ci svela attraverso un detto il segreto per ottenere ottimi canederli, il detto dice “PAN VECIO SENZA MIGOLE”, cioè bisogna usare pane vecchio senza briciole che vanno scartate prima di impastarlo con gli altri ingredienti.

Sul tavolo da cucina pronti per essere impastati con il pane ci sono ingredienti quali uova, latte, speck, salsiccia, erba cipollina, prezzemolo, cipolla, formaggio. Le nostre mani affondano negli ingredienti e dietro i consigli di Adriano formiamo i canederli, che tuffiamo in acqua prima e passiamo nel burro poi per essere gustati.

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Che dire trentini o altoatesini i canederli sono ottimi entrambi…e dopo averli impastati e cotti ci aspetta la degustazione accompagnata da ottime bollicine.

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Un grazie all’AIFB Associazione Italiana Foddblogger  che mi ha dato l’opportunità di vivere questi due giorni intensi e condividerli con Alessandro Fabio Valentina e Gabriella. .

L’Altopiano dello SCILIAR natura e tradizione gastronomica

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Amo l’Alto Adige, e l’Alpe di Siusi racchiude in se tutti i colori, i sapori e i panorami delle Dolomiti.
La vastità dell’Alpe permette di scegliere la passeggiata o la scarpinata più dura per poi ritrovarsi in una Malga o al Rifugio e rifocillarsi con le prelibatezze che offrono, e che prelibatezze !!! Minestra d’Orzo,Tagliatelle di kamut con funghi porcini e guanciale stufato, Strudel con salsa vaniglia, Torta di grano saraceno…

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L’altopiano dello Sciliar è il più grande d’Europa e qui tra i due centri abitati Campaccio e Saltria la natura si estende a perdita d’occhio e sono tante e sparse le molte baite aperte al pubblico dove si possono gustare i piatti tipici..

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Care compagne di tante fughe
Vecchie montagne piene di rughe
Io non lo so quanti anni avete
Ditelo piano, se lo sapete
Forse milioni, forse miliardi
Qui non importa se è presto o tardi
Qui il tempo dorme, qui non c’è fretta
Lento è il cammino verso la vetta
Ma se respiro e tengo il mio passo
Vi guarderò dall’alto in basso.
“Amica Terra”
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